20) ANDARE OLTRE L'EMOZIONE
Emozioni negative: come imparare ad accoglierle e a lasciarle andare
Perché ogni volta che succede ti senti confusa, smarrita, e non riesci più a fare affidamento su te stessa. Hai perso la fiducia in te stessa.
Forse ti starai chiedendo:
Com’è possibile riuscire a controllare un’emozione così potente come la rabbia, la paura, il disprezzo, la vergogna?
Com’è possibile riuscire a liberarsi di quell’emozione che all’improvviso divampa da dentro e ti spinge a fare cose di cui, la maggior parte delle volte, si finisce per pentirsene?
Esiste davvero un modo per sbloccare questo circolo vizioso, imparare ad accogliere queste sensazioni e lasciar andare l’attaccamento verso di esse, senza che queste influenzino le decisioni che si prendono nella propria vita?

Ma prima di raccontarti di più, lascia che ti spieghi che cosa andremo ad affrontare insieme in questo articolo:
- Scoprirai cos’è un’emozione e il suo significato;
- Comprenderai quali funzioni hanno le emozioni e perché è importante ascoltarle;
- Capirai quali sono i modi più comuni (ed errati) in cui si reagisce di fronte alle emozioni negative;
- Saprai passo dopo passo il processo di consapevolezza che riuscirà a farti entrare più in connessione con te stessa, per riconoscere, accogliere e lasciar andare le emozioni negative
- Uscirai dal meccanismo stimolo/reazione per applicare invece quello di stimolo/risposta consapevole che ti renderà finalmente libera.
Fatte queste premesse, entro quindi già nel vivo della questione per spiegarti innanzitutto la definizione di emozione, proprio perché prima ancora di capire come comportarci nei confronti di esse, è necessario comprendere in profondità la loro natura, che al 99% delle volte ignoriamo.
Emozioni: cosa sono e qual è il loro significato
Non è stato per niente facile trovare una definizione che potesse davvero spiegare il significato di cosa siano le emozioni, senza cadere in inutili tecnicismi.
Dopo aver confrontato diverse fonti, ho infatti deciso di affidarmi anche alle mie sensazioni per riuscire a trasmetterti ciò che più si avvicina a ciò che sento :
le emozioni sono una reazione psicofisica (che coinvolge sia il corpo sia la mente) a eventi al di fuori o all’interno di noi, e che può essere percepita come gradevole o sgradevole.
È la risposta che ognuno di noi dà alle percezioni di differenti stimoli, sulla base della propria, unica esperienza.
Ciò che proviamo infatti è determinato da qualcosa che scaturisce sempre dal nostro interno.
Ma tu hai provato rabbia: perché?

Chiederselo è importante.
Non è infatti sbagliato provare emozioni negative.
Anzi, a dir la verità non è proprio corretto etichettarle come “negative”, solo perché non sono così piacevoli come quelle che consideriamo “positive”.
Perché dico questo?
Perché ogni emozione, che ci piaccia o no, ha una ragione di esistere per noi, in quel momento esatto in cui la proviamo.
A cosa servono le emozioni e che funzione hanno
La tristezza ci dà il tempo di ritirarci in noi stessi e metabolizzare una situazione spiacevole.
La rabbia ci segnala dell’ingiustizia provata nei confronti di un torto subito, e ci aiuta a difenderci. Il disgusto ci segnala e ci tiene lontane da qualcosa di moralmente o fisicamente negativo per noi. Altre emozioni come colpa, vergogna e invidia, più complesse rispetto a quelle precedenti (e definite anche “secondarie”) sono emozioni “sociali” e in quanto tali ci aiutano a vivere in correlazione con gli altri, facilitando l’integrazione e l’accettazione.
Ogni emozione quindi, se ci diamo il tempo e lo spazio per ascoltarla, è davvero importante ai fini del nostro benessere psicofisico.
Ma ti dirò di più. Le emozioni, specialmente quelle negative, dovrebbero essere la nostra guida, e non motivo di vergogna.
Se sentiamo ad esempio un dolore dentro di noi che ci destabilizza, abbiamo il dovere di ascoltarlo.

Emozioni relative alla gioia e all’amore invece ci dicono di proseguire per quella strada che abbiamo intrapreso, di fare ancora quella cosa che ci fa stare così bene.
Perciò, imparare a riconoscere le emozioni ci aiuta a sviluppare l’intuito, inteso come qualcosa che va oltre la razionalità: lasciando da parte la testa e iniziando a scegliere con il cuore.
Dove sta però il problema in tutto questo?
Che non riusciamo a riconoscere l’emozione in se stessa, e di conseguenza non le diamo il giusto ascolto e non siamo in grado di comprendere il messaggio che ci porta.
Al contrario, iniziamo a dare importanza ai pensieri e ai meccanismi mentali che emergono da queste emozioni e ci allontanano da noi stesse, disconnettendoci ulteriormente.
In genere ci sono due principali modi inconsapevoli che definiscono il modo in cui reagiamo di fronte alle emozioni negative, e te ne parlerò in dettaglio adesso.
Emozioni e reazioni inconsapevoli: quali sono?
Il rifiuto, la fuga dalle emozioni
Comportarsi di fronte ad un’emozione con inconsapevolezza (ovvero senza dedicarle ascolto) porta inevitabilmente ad agire di impulso.
Di conseguenza mi giudicavo, perché non riuscivo ad accoglierle e riconoscerle (e di conseguenza, gestirle).

La conseguenza, inevitabile, era che agli occhi degli altri finivo per essere percepita come persona fredda, incapace di esprimersi con autenticità.
E’ importante sapere che questo meccanismo di repressione nel lungo periodo potrebbe diventare pericoloso, perché porta a diverse problematiche come lo sviluppo di stati depressivi, fobie, comportamenti ossessivo-compulsivi (verso cibo, persone, situazioni, bisogno di controllo).
Intraprendendo un percorso di crescita personale, e quindi lavorando sulla mia consapevolezza, ho poi compreso tutto questo.
Ho compreso che quello che consideravo debolezza era non tanto il fatto di provare l’emozione in sé, quanto l’incapacità di riconoscere l’emozione e quindi l’impulso.
Ho compreso che la cosa di cui avevo davvero bisogno era sviluppare l’intuito e la connessione con me stessa attraverso l’ascolto e il non-giudizio.
L’attaccamento alle emozioni
A volte invece ci capita di attaccarci a emozioni di sconforto, molto più facilmente rispetto a quelle che ci danno gioia e appagamento.
Ma perché è così difficile lasciar andare le emozioni negative, e perchè ci viene più naturale trattenere ciò che ci fa male?
Cosa vuol dire?
L’ulteriore sofferenza è il pensiero che continuiamo ad avere nei confronti di quell’emozione, praticando attaccamento.
Se si dà spazio all’emozione, se la si ascolta, inevitabilmente non si alimentano più i pensieri nei confronti di essa.

In questo modo, ci si può distaccare da essi e permettere di far fluire quell’emozione al nostro interno e far sì che non rimanga bloccata. Si, lo so… probabilmente ora starai pensando come sia possibile tutto questo, a te che ti sembra di essere lontana anni luce da questi ragionamenti. Sono sincera: a queste consapevolezze non si arriva dall’oggi al domani. E’ un percorso che dura tutta la vita. Ma se si hanno gli strumenti giusti, applicandosi con costanza, si può davvero fare un salto di qualità rispetto alla situazione attuale in cui ognuno di noi si può trovare. Proprio per questo ora ti spiegherò in che modo puoi aumentare la tua consapevolezza nei confronti delle tue emozioni, riuscendo così a non innescare più i meccanismi precedenti di fuga e/o attaccamento.
Come accogliere e lasciar andare le emozioni negative
Prova ad immaginare questa scena:
Una persona ti ha fatto un torto, e in questo momento stai provando rabbia nei suoi confronti e ti senti frustrata per l’ingiustizia subìta. Hai davanti a te due possibilità. La scelta di reagire e arrabbiarti, oppure di guardare dentro di te e chiederti: “cosa posso fare per me? Cos’è in mio controllo?”
Prova a lasciare le parole sullo sfondo e a osservare come si manifesta questa emozione nel corpo e nelle sensazioni.
Dove senti la rabbia nel tuo corpo? Come si manifesta? Che sensazioni fisiche la accompagnano? A quali ricordi, momenti, circostanze ti riporta? (Questo è un aspetto delicato, osservalo senza farti troppo catturare!).
In certi momenti non è semplice… e va bene così!

Con la pratica dell’osservazione e dell’ascolto, metti da parte il pensiero e quindi impari a non giudicare le emozioni che stai provando, allenandoti ad uno sguardo esterno ed imparziale. Quindi invece di reprimere queste sensazioni e impedirti a te stessa di farne esperienza, prova a riconoscerle, siediti con esse (piangendo, urlando, scrivendo, parlandone con qualcuno), e cerca di sentirle completamente.
Solo in questo modo puoi passare allo step successivo, l’accettazione, che deriva proprio dalla mancanza di giudizio. Se non ti giudichi riesci ad accettare, e quindi accogliere. Se ti concedi di sentire le emozioni, allora accadrà il “miracolo”: dando loro il giusto spazio, sentirai che inizieranno a sgonfiarsi. A perdere di importanza.
Ed è qui che entra in gioco il terzo passo: il momento in cui puoi lasciare andare quell’emozione. Non giudicando le emozioni e imparando a vederle dal di fuori, a viverle e non reprimerle, non lasci che queste influenzino completamente la tua vita e di conseguenza le tue decisioni. Lasciar andare è davvero la chiave di svolta, il frutto di un processo interiore che porta, alla fine, pace e luce dentro di te in qualsiasi situazione. Non è necessario che le cose debbano cambiare fuori, perché ciò che fa davvero la differenza è che questo processo ti cambia da dentro.
All’improvviso inizi ad acquisire uno spazio enorme per essere. Libera di essere, fare, dire ciò che vuoi in accordo alla tua autenticità (e sempre nel rispetto degli altri). Una volta che hai lasciato andare, possiedi la libertà di scelta e ti svincoli dalla reazione dettata dal tuo “pilota automatico” nei confronti dello stimolo ricevuto.
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