7) IL POTERE DELLA VULNERABILITA';







La migliore opportunità che abbiamo per sentirci connessi, con noi stessi e con gli altri, è il coraggio di essere imperfetti. La ricercatrice Brene Brown spiega come e perché accettare di sentirsi vulnerabili sia l’unico modo per costruire relazioni reali
La ragione per cui siamo qui, ciò che ci spinge, ci motiva e ci muove, è il bisogno di sentirci connessi. Essere accettati. Relazionarci con gli altri. È questo il punto di partenza e di arrivo nello studio della ricercatrice Brene Brown, che per più di 10 anni ha analizzato la vulnerabilità e su come questa influisca nelle relazioni tra persone.
Questo studio, intrapreso per capire aspetti fondamentali della natura umana, ha portato la famosa ricercatrice americana a conoscere innanzi tutto sé stessa, e rimanere sorpresa, di come e quanto la capacità di accettare le imperfezioni, anziché vergognarsene, sia necessaria per connettersi con sé stessi e con gli altri.
Le numerose interviste raccolte durante la ricerca, in cui si facevano domande riguardo alle relazioni, all’amore e al senso di appartenenza in generale, vennero divise in due gruppi: quelli che provavano un senso di merito, di appartenenza e di amore e gli altri, quelli che si domandavano «se erano all’altezza», «se erano abbastanza». La variabile più importante che differenziava le persone dei due gruppi era che i primi sapevano di meritare amore e connessione, i secondi invece no. Ciò che impedisce alle persone di connettersi è la paura di non meritare la connessione.

E cosa hanno in comune tutti coloro che riescono a creare connessioni?

La ricerca di Brene Brown ha individuato 4 caratteristiche fondamentali.

Il coraggio. Queste persone hanno il coraggio di essere imperfette. 
La compassione, in questo caso intesa come la capacità di essere gentili con sé stessi e con gli altri. 
E infine l’autenticità, ovvero la volontà di abbandonare il sé ideale per essere chi siamo davvero.
L’ultima caratteristica, la più importante, è la vulnerabilità. Coloro che sapevano di meritare i rapporti con gli altri, accettavano la loro vulnerabilità, perché era proprio la vulnerabilità a renderli migliori. La volontà di dire «ti amo» per primi, di agire senza garanzie di successo. La volontà di investire in una relazione che potrebbe funzionare o no. La volontà smettere di prevedere e controllare. La volontà di rischiare.
Le persone sono portate a respingere la parte più vulnerabile di loro stesse. Quello che però la ricerca di Brene Brown ha dichiarato è che non si possono reprimere le emozioni in modo selettivo, mettere da parte la vergona e la paura e provare solo le emozioni positive.

È necessario accettare la propria vulnerabilità, è necessario sbagliare ed essere in grado di dire «mi dispiace», è necessario fallire, senza che questo si traduca in un sentimento di vergogna.

I risultati di questa ricerca sono chiari: il segreto è lasciarsi osservare. Anche quando non ci si sente a proprio agio, anche quando siamo vulnerabili. Avere il coraggio di far prevalere i sentimenti positivi sulla paura, agire senza mai dimenticarsi che siamo abbastanza, che siamo all’altezza. Perché sentirsi vulnerabili significa sentirsi vivi.

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