3b) Consapevolezza - La porta verso un'attenzione rilassata





Che cos’è la consapevolezza?

“Quando la mente scompare, i pensieri si dissolvono. Non è che diventi incosciente ; al contrario diventi consapevole. Buddha usa queste parole “giusta consapevolezza” milioni di volte. Quando la mente svanisce ed i pensieri scompaiono diventi consapevole. Continui a fare le stesse cose - ti muovi, lavori, mangi, dormi, ma sei sempre consapevole. La mente non è presente, ma la consapevolezza si. Che cos’è la consapevolezza? È un’attenzione cosciente. È una consapevolezza perfetta.”
La giusta-consapevolezza non è un obiettivo

Osho, puoi parlare della “giusta consapevolezza”. Se non è un obiettivo o qualcosa da praticare, che cos’è? “Il concetto di “giusta consapevolezza” è strano. Per prima cosa: la mente non ne fa parte – perciò è chiamata “giusta-consapevolezza”. In secondo luogo, non è né corretta né sbagliata - quindi è chiamata giusta-consapevolezza. La giusta-consapevolezza non è un obiettivo – perché quando tutti i desideri scompaiono e tutti gli obiettivi scompaiono e tu sei qui ora... quello è il momento di giusta-consapevolezza. Perché è chiamata “giusta”? È chiamata giusta perché non conosce divisione tra il giusto e sbagliato. Niente è sbagliato! E niente è giusto. Tutti i giudizi sono scomparsi si diventa del tutto innocenti.
Che cos’è la presenza mentale? “La presenza mentale è in realtà uno stato di non-mente. Puoi chiamarla consapevolezza, attenzione, o puoi chiamarla stato di non-mente. Le parole sembrano essere in contraddizione tra di loro, ma indicano lo stesso stato. Presenza mentale significa essere nel presente, essere spontaneo, essere a disposizione di qualsiasi cosa stia succedendo in questo momento. Essere a disposizione qui ed ora è presenza mentale. Tuttavia l’unico modo per essere a disposizione qui ed ora è non essere nel passato, e non essere nel futuro. Ma la mente consiste di passato e futuro; la mente non conosce niente del presente. La mente è sempre occupata, non è mai disoccupata. Ed ogni volta che la mente è disoccupata, assolutamente senza alcun pensiero, semplicemente vigile, attenta, consapevole, allora sorge una grande presenza. Quella presenza agisce di propria iniziativa. Quella presenza ti rende la vita una vita di risposte, non di reazioni.

La vita ordinaria è una vita di reazioni; reagisci. Reazione significa che stai reagendo ad una presente situazione in base al passato. Non si adegua mai perché la vita non si ripete mai.”
In Meditazione sei in un riposo profondo, questo è uno dei più grandi errori, diffuso prevalentemente nei cosiddetti circoli religiosi del mondo, soprattutto in India. Si pensa che la concentrazione sia meditazione, ma la concentrazione non è meditazione; è proprio l’opposto della meditazione. La concentrazione è un fenomeno della mente. Concentrarsi su qualcosa significa che stai focalizzando la tua mente su qualcosa. Questo ha i suoi propri benefici, ma quei benefici sono scientifici, non religiosi. Nella scienza, la concentrazione è necessaria; la concentrazione è un metodo scientifico. Meditazione semplicemente significa non focalizzarsi su niente, non focalizzarsi affatto. Quindi essa non esclude niente, ma include tutto. Con la meditazione ti rilassi, con la concentrazione diventi teso. In meditazione sei in un riposo profondo, semplicemente attento a qualsiasi cosa stia succedendo. La “Giusta Consapevolezza”
à presente, lascia che la mente venga esclusa. Non essere schiavo della tua mente. Diventa più consapevole, più attento a tutti i fastidi che la mente ti sta creando, il disordine che la mente sta dando vita dentro di te, il caos in cui t’ha ridotto. Semplicemente guarda, sii vigile. E poco alla volta mentre il tuo essere vigile cresce – ciò che Buddha ha chiamato “giusta consapevolezza” – sarai in grado di scivolare fuori dalla mente. Esci fuori dalla mente e sarai fuori dalla politica; altrimenti, qualsiasi cosa farai sarà politica. Anche se non fai niente, sarà politica. Ne fai parte, positivamente o negativamente. Se voti ne fai parte, ma anche se non voti ne fai parte, in un modo negativo. Sembra non ci sia scelta. In qualsiasi modo ne farai parte. C’è solo una cosa che puoi portare con te, e che è una vera ricchezza. Buddha l’ha chiamata meditazione, consapevolezza, vigilanza, attenzione. Se diventi sempre più consapevole, potrai portare quella consapevolezza con te. Ma stai vivendo una vita molto, molto inconsapevole. Tutta la tua vita è meccanica, vai semplicemente avanti ripetendoti . Non stai veramente vivendo, ma sei guidato da desideri inconsci.

Buddha dice: “La meditazione è la sola ricchezza” perché la puoi portare oltre la morte. Infatti dichiara che il criterio è questo: se qualcosa può essere portato oltre la morte è vera ricchezza. Se non può essere portato oltre la morte, è falsa ricchezza, è un inganno. E non solo stai ingannando gli altri, stai ingannando te stesso. E quando la morte busserà alla tua porta, piangerai, urlerai, ma allora non si potrà far niente.”



Non fare niente inconsapevolmente

“La gente continua a vivere di fantasie, fantasie assurde. Guarda le tue fantasie, sono tutte ridicole. Tuttavia non vedi mai le tue fantasie come fossero ridicole; è più facile vedere le fantasie degli altri come fossero tali. Guarda le tue fantasie. Che cosa vuoi dalla vita? Per cosa stai vivendo? Qual è il tuo proposito, il tuo programma su questa terra? Perchè vuoi essere ancora vivo domani? Guarda soltanto le tue fantasie. Se ti venissero dati soltanto sette giorni di vita, come vivresti quei sette giorni? In che modo? Scrivi le tue fantasie, ma non fare il furbo e non fare l’astuto, sii totalmente sincero, e scoprirai che tutte le tue fantasie sono ridicole. Tuttavia questo è il modo in cui vive la gente.

Buddha dice che “questa vita non è altro che dolore”. È d’accordo con Socrate che dice: “una vita senza ricerca non vale la pena d'essere vissuta”. Infatti Buddha sostiene che: “una vita senza ricerca non è altro che dolore.” Questa è la prima nobile verità.

La seconda nobile verità, della quale uno che segue il cammino ne viene a conoscenza è: ...l’inizio del dolore...la causa del dolore. La causa è il desiderio, desiderio di avere di più. Per prima cosa, uno scopre che tutta la sua vita è piena di dolore; poi, uno diventa consapevole che la causa di questo dolore è il desiderio. Quelli che sono sfuggiti dalla ruota del desiderio non vivono nel dolore, sono completamente beati. Ma coloro che sono presi dalla ruota vengono schiacciati da molti desideri.

La prima verità è: la vita è dolore. La seconda verità è: la causa del dolore è il desiderio, desiderio di avere di più. La terza verità è: il sentiero degli otto passi. Buddha dice che il suo approccio per trasformare il tuo essere può essere diviso in otto passi – l’ottuplice sentiero. E tutti questi passi non sono altro che differenti dimensioni di un singolo fenomeno: la giusta consapevolezza, sammasati. Qualsiasi cosa stai facendo, falla totalmente in consapevolezza, vigile, con attenzione. Gli otto passi non sono altro che l’utilizzo della consapevolezza in diversi aspetti della vita. Buddha l’ha chiamata giusta consapevolezza. Non fare niente inconsapevolmente.

La quarta nobile verità: e la fine del dolore . Il nirvana è la cessazione del dolore. L’uomo che segue il sentiero trova quattro cose: la vita è dolore; la causa del dolore è il desiderio; il metodo per liberarsi dal dolore è il cammino degli otto passi, radicato in essenza, nel fenomeno della consapevolezza; e se segui la consapevolezza otterrai la fine del dolore, otterrai il nirvana. Buddha dice: “Queste sono le quattro nobili verità.”



“Sono reale”, ricordatelo

“C’è qualcosa che devo ricordare?” Ricordarti di te stesso. Ricordare se stessi è necessario. Buddha l’ha chiamata giusta-consapevolezza, sammasati ; Mahavira l’ha chiamata vivek, consapevolezza; George Gurdjieff l’ha chiamata ricordarsi di se, Kabir l’ha chiamata surati . Ma tutte vogliono dire la stessa cosa.

Non sai chi sei. Ma la cosa certa è che sei. In realtà solo questo è certo, e nient’altro. L’esistenza degli altri n on è certa...

Il mondo potrebbe essere solo illusione, ma chi è un’illusione? Almeno un po’ di consapevolezza è necessaria, assoluta mente necessaria, categoricamente necessaria; senza un po’ di consapevolezza l’illusione non può esistere. La corda non può essere il serpente, il serpente potrebbe essere l’illusione. Ma la persona che ha l’illusione non è l’illusione stessa.

“Sono reale”, ricordatelo. E dev’essere ricordato che “sono la sola certa realtà, - tutto il resto potrebbe essere o non essere.”

Non guardiamo mai a questa verità assoluta dentro di noi; ma andiamo avanti a vivere una vita che non è basata su questa certezza rocciosa. Perciò le nostre vite sono solo castelli in aria, o al massimo castelli di sabbia – sono come firme fatte sull’acqua; non l’hai ancora completata che la firma è andata. Le nostre vite sono così: un momento siamo qui, un’altro momento siamo andati, e quel momento avrebbe potuto essere utilizzato per ricordarsi di se.

Solo la gente che usa la propria vita per ricordarsi di se sta utilizzando questa grande opportunità.

Un uomo incontra un vecchio amico che è ora diventato un ubriacone: “Ma perchè bevi così tanto?” gli domanda.

“Per dimenticare,” risponde l’ubriacone.

“Dimenticare cosa?” domanda l’amico.

“Oh,” dice l'ubriacone, grattandosi la testa, “l’ho dimenticato.”

Siamo in questo oblio. Siamo questo oblio.”




Un metodo correggerà tutto ciò che è sbagliato

“Un obiettivo – la verità – ed un metodo. Che cos’è questo metodo? Io la chiamo meditazione, Atisha la chiama attenzione, Buddha la chiama consapevolezza. Queste sono parole diverse per la stessa qualità – la qualità di essere attento, vigile, sveglio...

Questo metodo è la consapevolezza. Ci sono molte malattie ma c’è una sola salute. La qualità della salute è una, sempre la stessa. Che io sia sano o tu sia sano, la sensazione di salute è la stessa. Le malattie sono milioni, i mali sono tanti, ma la chiave che apre tutte le porte, la chiave giusta, è solo una. E piuttosto che tagliare i rami, piuttosto che potare le foglie, perchè non tagliare la radice?”

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