LA PERSEVERANZA

   
Perseveranza

L’atleta Emil Zatopek, detto  “La Locomitiva Umana è stato in assoluto uno dei più grandi corridori di lunga distanza della storia olimpica, ma soprattutto è stato un esempio di perseveranza che oggi raramente riusciamo a trovare nelle cronache sportive. La più grande impresa del corridore cecoslovacco fu senza dubbio la tripla medaglia d’oro alle olimpiadi di Helsinki del 1952. Zatopek, ormai trentenne, nell’arco di una manciata di giorni conquistò la medaglia d’oro nei 5.000 mt. e nei 10.000 mt. piani. Non del tutto soddisfatto, all’ultimo momento decise di gareggiare anche nella maratona (42.195 mt.), dove vinse, tra l’incredulità del pubblico, la sua terza medaglia d’oro.
Quello che molti non sanno è che l’atleta dell’est Europa, prima di allora, non aveva MAI corso una maratona e nonostante questo riuscì a stabilire il nuovo record olimpico. Le olimpiadi di Helsinki sono state dunque l’apoteosi di Zatopek. Eppure il vero campione, sia nello sport, sia nella vita, non è il frutto di un singolo evento; la sua tempra è forgiata da anni di allenamenti estenuanti, sconfitte dolorose e sacrifici indicibili.

COME SVILUPPARE LA PERSEVERANZA DI ZATOPEK

1. Non è mai troppo tardi

Emil Zatopek  realizzò la sua più grande impresa sportiva a 30 anni, un’età decisamente avanzata per una disciplina logorante come la corsa sulla lunga distanza. Non solo, Zatopek aveva iniziato tardi anche la sua carriera agonistica: prima dei 18 anni, non aveva mai fatto un giorno di allenamento in vita sua e la prima gara che fece nel suo paesino in Cecoslovacchia gli fu imposta dal supervisore della fabbrica di scarpe in cui lavorava come operaio e arrivò secondo .Sì, forse è vero che siamo in ritardo per raggiungere alcuni dei nostri obiettivi, ma questa non deve essere una scusa per mollare, anzi è una ragione dannatamente buona per iniziare a correre più veloci e più a lungo.

2. La vita non è un concorso di bellezza

“Correrò con più grazia quando a vincere saranno i corridori con lo stile migliore.”

Emil Zatopek.

Lo stile di corsa di Zatopek era orrendo, correva come se avesse un cappio al collo: con un’espressione di agonia sul volto, il collo incastonato tra le spalle e le braccia che si muovevano in modo del tutto scoordinato però vinceva. La vita non è un concorso di bellezza. Non otterrai il premio speciale della giuria per essere Mr. Perfettino: contano solo i risultati che porti a casa (e in quanto tempo riesci a portarli). Questo vale…
  • Nello studio. Fare tutti quei bei riassuntini, carini e ordinati, magari ti dà l’impressione di studiare duramente, ma la verità è che stai perdendo solo del gran tempo. Tempo che potresti investire decisamente meglio, ad esempio adottando la tecnica di studio “sniper”.
  • Nel lavoro. Oggi più che mai dobbiamo essere in grado di produrre risultati in tempi stretti. Andare alla sostanza dei problemi immediatamente, lasciando da parte “pizzi & merletti”. Che tu sia un dipendente, un freelance o un libero professionista, non puoi concederti il lusso di dedicare il tuo tempo ad attivitàprogetti o clienti sbagliati.
  • Nella vita. Il nostro “perfezionismo ossessivo” non ci danneggia solo nello studio e nel lavoro, ma anche nella nostra vita privata. Porre un’attenzione spasmodica alla forma, più che alla sostanza, può solo garantirci una vita di frustrazioni.
 Non fermarti, corri, corri la tua gara senza badare troppo al tuo stile o a quello che pensano gli altri: quando avrai vinto, nessuno ricorderà quell’elegante atleta arrivato secondo.

3. Allenati nelle peggiori condizioni


Noi ci lamentiamo per qualsiasi contrattempo, ci lamentiamo se qualcosa non è a portata di pulsante e ci stressiamo di fronte al primo inconveniente.
Ehi, non ti sto certamente suggerendo di correre nella neve con degli stivaloni o di andare in trasferta in bicicletta, ma ricorda che la perseveranza va allenata e l’unico modo per farlo è accettando il disagio, iniziando a lavorare quando vorresti fare tutt’altro, mantenendo la concentrazione quando stai per cedere all’ennesima distrazione.
Se imparerai a mantenere lo sguardo fisso sulla tua meta, anche nelle peggiori condizioni, niente e nessuno potrà fermarti.

4. Corri la tua gara

La perseveranza dunque è anche la capacità di non farsi intimorire da ciò che ci dicono gli altri. Sei al mondo per correre la tua gara, non quella che vorrebbero farti correre i tuoi genitori, i tuoi amici o il tuo capo. La prossima volta che qualcuno prova ad approfittare della tua ingenuità o a mettere in dubbio le tue abilità, non rallentare, non abbassare lo sguardo, non mollare la presa: aumenta il ritmo, fagli mangiare la polvere.


OSSERVAZIONI

Perseverare è importante perché tutte le grandi cose richiedono sacrifici e tempo, ma è anche importante sviluppare un’attitudine distaccata che ci permetta di valutare lo sforzo fatto in termini di costi/benefici, includendo la sfera emotiva.
Le nostre previsioni emotive sono distorte,    al momento di decidere se perseverare o cambiare rotta, è fondamentale tenere presente che le emozioni possono giocare brutti scherzi. Le nostre previsioni emotive sono distorte. Non siamo molto bravi a predire quanto ci sentiremo felici o soddisfatti quando raggiungeremo determinati obiettivi, o quanto a lungo ci sentiremo male per aver abbandonato un progetto, o quanto intenso possa essere il disagio.
Tendiamo ad andare agli estremi: pensiamo che ci sentiremo molto felici quando raggiungeremo il nostro obiettivo e crediamo che ci sentiremo malissimo se non vi riusciamo, ma la realtà ci mostra che non è così.
Ciò è dovuto, almeno in parte, al fatto che lo sforzo che abbiamo fatto durante il percorso ci ha logorato ei risultati ottenuti non ci danno la soddisfazione che ci aspettavamo.
Questo è il motivo per cui quando raggiungiamo determinati obiettivi tanto attesi, potremmo restare con un sapore agrodolce in bocca. Sapendo questo, possiamo assumere un atteggiamento più oggettivo per valutare se valga la pena continuare a perseverare.
A volte il risultato non è importante quanto il percorso che abbiamo percorso. Cambiare idea non è negativo, anzi può essere utile per la crescita, spesso non importa quale obiettivo hai raggiunto, ma la persona in cui ti sei trasformato mentre percorrevi il cammino!

 

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