È vero anche al contrario. Cioè, se si decide di agire in modo assertivo, occorre rispettare anche la libertà delle altre persone di dire no, senza che questo possa provocare senso di rabbia o risentimento. Alla luce di quanto detto prima, si evince la caratteristica basilare dell’assertività: riuscire a chiedere ciò che si vuole. Ma come farlo?
SEI REGOLE PER UNA COMUNICAZIONE ASSERTIVA
Molto spesso però una comunicazione non efficace, può essere responsabile di incomprensioni o in casi estremi, rotture di relazioni che siano esse amorose o lavorative. Per comunicare in maniera efficace, esprimendo le proprie opinioni ed emozioni, senza offendere o calpestare l’altro, esistono 6 importanti regole:
1) Utilizza sempre la prima persona
Io penso che, io sento ecc.., Il messaggio veicolato in prima persona indica una comunicazione attiva. Afferma la posizione di chi parla. Utilizzare il “tu” infatti, potrebbe risultare aggressivo e accusatorio da parte dell’interlocutore.
2) Tecnica del “disco rotto”
Continuare ad esprimere le proprie necessità e le stesse argomentazioni per mantenere il focus sull’argomento della discussione. Il rischio infatti è quello di aggiungere nuovi “elementi distraenti” che possano portare l’attenzione lontana dal cuore del confronto.
3) Asserzione negativa
Significa ammettere i propri errori. Per esempio: “Hai ragione, non mi sono impegnato abbastanza nella stesura del progetto” questo denota grande autostima, ma soprattutto diminuisce la conflittualità tra gli interlocutori.
4) Inchiesta negativa
Richiedere spiegazioni circa la critica mossa dall’altro nei propri confronti. Per esempio: “Perché mi hai definito svogliato? Cosa te lo fa pensare?” Questo permette di smorzare la componente emotiva della comunicazione, mostra interesse verso ciò che l’altro ha trasmesso. Inoltre, se costruttiva, la critica, può aiutare a migliorarsi.
5) “Annebbiamento”
Con questo termine s’intende una modalità comunicativa sottile, che consiste nell’affermare il proprio punto di vista, ma dando parzialmente ragione all’interlocutore. Per esempio: “Sono d’accordo con te sul fatto che il mio lavoro non sia eccellente, ma se avessi avuto a disposizione più tempo, lo avrei sicuramente fatto meglio”. Così facendo si riduce l’aggressività nell’altro.
6) ”Discriminazione selettiva”
Evidenziare solo gli aspetti che s’interessa approfondire della comunicazione. Per effetto della “non ripetizione” gli altri andranno ad estinguersi, come per esempio aspetti critici della comunicazione.
IMPARARE A COMUNICARE IN MANIERA ASSERTIVA: DA DOVE INIZIARE?
Come in ogni ambito nuovo della vita, inizia dalle piccole cose. Parti col dire no, alle persone con le quali il legame non è forte, così sarà minore il rischio di sentirsi in colpa per non aver accolto la richiesta.
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