IMPARARE A COMUNICARE




Senza dubbio, la comunicazione tra umani è complicata e il linguaggio è spesso fonte di equivoci, non è sufficiente scegliere le parole giuste,non è cosa dici, ma come lo dici. 
A volte non sono le parole, ma il tono della voce o i gesti che fanno la differenza. Infatti, il sarcasmo può cambiare completamente il significato delle parole. Allo stesso modo, non possiamo convincere qualcuno che non siamo arrabbiati se il nostro atteggiamento rivela che ci sentiamo infastiditi e a disagio.
Inoltre, ci sono momenti in cui inviamo un messaggio positivo, ma non scegliamo il tono o le parole adeguati. Senza saperlo, il nostro cervello decodifica tutti i piccoli segnali e fa scattare l’allarme quando percepisce un’incongruenza o sentiamo di essere attaccati.

PERCHÉ' NON RIUSCIAMO A COMUNICARE?

La risposta al perché questo accada sembra essere che non siamo emotivamente intelligenti, manchiamo di quella forma sofisticata, ma indispensabile di intelligenza umana di livello superiore, che è appunto l’intelligenza emotiva e così il nostro modo di comunicare risulta inefficace e inappropriato, qualche volta anche socialmente scorretto e comunque disfunzionale rispetto agli obiettivi in gioco.
E’ proprio l’intelligenza emotiva a fare la differenza tra chi utilizza in modo competente gli strumenti della comunicazione ottenendo buoni risultati in termini di approvazione sociale e consenso e chi, invece, non avendo familiarità con tali strumenti, o ignorandoli del tutto, compromette irrimediabilmente gli esiti comunicativi, riportando la peggio in ogni situazione. Quando si è emotivamente intelligenti, si è in grado di comunicare con il cuore e non si sente il bisogno di umiliare, offendere, squalificare l’altro, non si pretende di primeggiare e vincere a tutti i costi alla ricerca di un potere che abbia effetto ansiolitico e che permetta di mantenere sotto controllo la propria ansia e insicurezza. Tutto avviene ed evolve in maniera naturale e gli equilibri relazionali sono salvi. Quando, invece, ci si lascia guidare solo dalla testa e dalla razionalità, mettendo da parte il cuore e le sue ragioni, si finisce quasi sempre per ritrovarsi in una disputa senza fine in cui ognuno è ancorato rigidamente alle proprie posizioni e, senza saperlo, si gettano le basi per un finale prevedibile e abbastanza scontato, che nella migliore delle ipotesi sarà una situazione reciprocamente insoddisfacente del tipo muro contro muro. Se si avesse maggiore consapevolezza di sé e del proprio stile di comunicazione  si eviterebbero tanti errori nel rapportarsi agli altri.

LA COMUNICAZIONE EMOTIVA

Ci sono occasioni in cui comunicare bene, usare le parole giuste con gli altri o con se stessi può modificare radicalmente il modo in cui siamo percepiti o in cui stiamo con noi stessi. È quindi importante anzitutto imparare a osservare bene il nostro modo di comunicare, per notarne gli errori e prendere contatto con “le parole giuste” che stanno da sempre dentro di noi, quelle che esprimono il nostro vero essere e che ci faranno comunicare ciò che vogliamo in modo preciso e diretto
Non è la stessa cosa dire: “non servi a niente” invece di “non hai fatto bene il lavoro, la prossima volta potresti provare a impegnarti di più…”. E non è lo stesso dire: “ti comporti sempre nello stesso modo” che dire: “mi hai fatto male, vorrei che la prossima volta tenessi in considerazione il mio parere”.
Per comunicare non basta parlare, dobbiamo anche essere ascoltati, ma non basta neppure essere ascoltati, è imprescindibile anche essere compresi e accettati. Questo significa che, al di là del messaggio che si vuole trasmettere, per connetterci con un’altra persona è essenziale metterci nei sui panni.
Questo non significa che dobbiamo comunicare artificialmente, nascondendo le nostre emozioni, al contrario, dobbiamo imparare a comunicare dalla nostra essenza. Infatti, il problema principale consiste nel fatto che a volte cerchiamo di nascondere ciò che realmente pensiamo o sentiamo, e il nostro interlocutore si rende conto che il messaggio che trasmettiamo non è autentico.
Naturalmente, non dobbiamo neppure permettere che le emozioni diventino un fiume inarrestabile che rompe gli argini e danneggia le nostre relazioni, soprattutto quando proviamo rabbia o frustrazione. Dobbiamo imparare a canalizzare le nostre emozioni in modo tale che il nostro messaggio sia autentico e che, allo stesso tempo, abbia un effetto positivo sull'altra persona.
Perché talvolta gli individui con cui entriamo in rapporto reagiscono in modi strani o inattesi alle nostre parole richieste? Perché ciò ad altri succede solo di tanto in tanto? E perché taluni rispondono con sufficienza, altri con accuse, altri ancora con giustificazioni? Non sarebbe straordinariamente utile saper rispondere con sicurezza a simili domande? Potrebbe, infatti, valere a salvare una “comunicazione” o quantomeno a migliorarla, anziché rischiare che degeneri in lite!

COMUNICAZIONE ERRORI DA EVITARE:

  • Essere logorroici:Più un concetto viene ripetuto all'interno di uno stesso discorso, più perde di efficacia e genera noia nell'ascoltatore.
  • Essere pedanti: Puntare sempre sugli stessi argomenti o su racconti del solito evento ci fa apparire scontati e induce gli altri a evitarci.
  • Interrompere la conversazione: Invadere il discorso altrui con interventi continui, precisazioni, obiezioni è segno di maleducazione e aggressività.
  • Essere dispersivi: La continua apertura di frasi incidentali ricche di dettagli porta il discorso lontano dalla meta.
  • Usare troppi intercalare: Battutine, brevi considerazioni personali, turpiloquio rendono la comunicazione simile a un’elucubrazione personale.
  • Fare sempre la “battuta finale” :Chiudere sempre la conversazione con una battuta che non fa ridere crea un effetto imbarazzante e sgradevole.
  • Guardare altrove: È una delle cose che inquinano di più ciò che si vuol dire, oltre a segnalare una mancanza di rispetto per l’interlocutore.

COME IMPARARE A SVILUPPARE LA COMUNICAZIONE EMOTIVA

  • Convincersi che comunicare con il cuore è possibile oltre che psicologicamente gratificante, basta volerlo e cominciare subito a farlo con la consapevolezza che solo la pratica rende perfetti. Lo sforzo iniziale che può rendere difficile la partenza, sarà largamente compensato in seguito dalla gioia derivante dall'essere riusciti a diventare emotivamente più intelligenti.
  • Interessarsi agli altri, più ci interessiamo degli altri e di quello che sta loro a cuore e più gli altri si interesseranno di noi. Ognuno in cuor suo vuole sentirsi importante, apprezzato e stimato. E se è vero che il proprio mondo conta sempre di più di quello degli altri, è anche vero che cercare di capire che cosa interessa agli altri, quali sono i loro obiettivi, le loro speranze, le loro paure, aiuta a comunicare meglio e a farsi degli amici, bloccando già sul nascere molti dei possibili motivi di divergenza o fattori di conflitto interpersonale.
  • Abbandonare l’idea di essere infallibili, Errare humanun est, dicevano i latini e pensare di avere sempre ragione è pura follia! Nessuno è o potrà mai essere detentore di verità assolute; perciò chi riesce a dubitare di sé e delle proprie opinioni e mette in conto l’eventualità di potersi sbagliare, è più saggio di quanto non pensi.
  • Imparare ad ascoltare, saper ascoltare sembra facile o addirittura scontato, dopotutto è una funzione spontanea e naturale della comunicazione, appresa sin dall'infanzia, che sembrerebbe non richiedere alcuna abilità. Invece non è così, perché saper ascoltare è una competenza emotiva di fondamentale importanza, ed è grazie ad essa e all'empatia, che poi è la capacità di mettersi nei panni degli altri, sforzandosi di vedere le cose dal loro punto di vista e di coglierne il vissuto emotivo, che si può imparare a comunicare con il cuore. Senza una buona capacità di ascolto empatico, è praticamente impossibile riuscire a farlo!
  • Considerare le emozioni una risorsaImparare a riconoscere, gestire ed esprimere i propri sentimenti e stati d’animo è una grande conquista personale, che promuove l’equilibrio interiore e predispone all’autorealizzazione. Per questo soffocare le proprie emozioni è l’atteggiamento più sbagliato che ci sia, mentre intraprendere, a qualsiasi età, un percorso di alfabetizzazione emozionale è una scelta vincente che può migliorare la qualità della propria vita affettiva, sociale e professionale.
  • Dire quello che si pensa senza temere il giudizio degli altri, se dire quello che si pensa aiuta a sentirsi bene ed in pace con se stessi, farlo con un pizzico di tatto e diplomazia è un obbligo sociale ancora più importante ai fini dell’approvazione e del consenso in quanto consente di apparire agli occhi degli altri più sicuri di sé e delle proprie convinzioni nella giusta misura.

Siate perciò eleganti nel linguaggio e nel modo di esporre ciò che pensate, anteponendo possibilmente al vostro pensiero espressioni tipo io credo…, io ritengo che… . Lasciando aperta la porta del dubbio, risulterete più convincenti.Per questo nel sostenere le proprie idee ed opinioni, bisognerebbe accuratamente evitare qualsiasi esagerazione o forma di arroganza, saccenza e assolutismo che potrebbero indurre l’interlocutore ad irrigidirsi, a stare sulla difensiva e a contraddire o rifiutare del tutto il punto di vista.
In base a tale principio, in qualsiasi contesto o situazione comunicativa si può vincere insieme (vinco io – vinci tu) senza entrare inutilmente in conflitto con l’altro. Anzi il conflitto, che per sua natura è parte integrante della vita di relazione, in base al suddetto principio, viene vissuto come una buona occasione di confronto, utile alla propria crescita, anziché come un inevitabile scontro in cui uno deve per forza vincere e l’altro perdere.

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