IL LINGUAGGIO DEL CORPO E L' EMPATIA
LA COMUNICAZIONE NON VERBALE
La comunicazione non verbale si compone di due aspetti: il paralinguaggio, si riferisce alle componenti vocali del linguaggio (volume, tempo, ritmo, timbro eccetera) e il linguaggio del corpo, che riguarda comportamenti, espressioni del viso e del corpo che si accompagnano all’espressione linguistica.
Le persone comunicano molto di più attraverso il corpo, che non attraverso la parola. In più il linguaggio del corpo, non mente mai, perché diretto, istintivo e serve per capire bene se linguaggio verbale e quello non verbale sono in sintonia, oppure si contraddicono, occorre fare molta attenzione alle mani, ai piedi, al corpo e alle espressioni facciali della persona. Nel fare questo è buona regola tenere sempre in considerazione il contesto della comunicazione, questo infatti può incidere notevolmente sullo stato emotivo della persona ed influenzare il suo comportamento non verbale.
Per capire meglio quale messaggio si cela dietro alcune posture e alcuni gesti è utile fare qualche esempio. Ipotizzando il caso in cui la comunicazione avvenisse ad un tavolo e quindi il nostro interlocutore fosse seduto, i gomiti appoggiati sul tavolo e le mani verso l’alto indicano un atteggiamento riservato e quindi una comunicazione in modalità difensiva. Al contrario, l’interlocutore con una postura piegata indietro, quasi appoggiato sulla sedia, indica superiorità, sicurezza di se. Se durante la comunicazione, l’interlocutore si protrae in avanti e magari si scorge un sorriso sul suo volto, ciò indica disponibilità all’ascolto e condivisione del pensiero. Contrariamente, braccia e/ o gambe accavallate/incrociate indicano un atteggiamento chiuso e disinteressato. Le espressioni del volto sono messaggi emotivi quasi inequivocabili. È possibile dire che l’uomo sia progettato biologicamente a coglierne il significato.
CARATTERISTICHE DELL'EMOZIONE NON VERBALE BASATA SULL'EMPATIA
A. Ridurre la distanza con l’interlocutore
La vicinanza crea una maggior intimità tra i comunicanti. L’importante è non esagerare entrando troppo nella “zona privata” dell’altra persona in quanto potrebbe sentirsi violata o “minacciata”.
B. Contatto visivo
Essendo questo un forte segnale di contatto emotivo, è utile mantenere lo sguardo sul proprio interlocutore. Molto spesso per timidezza il contatto visivo viene ridotto al minimo, questo potrebbe atteggiamento essere travisato ed essere percepito come disinteresse, anche qui, è utile non eccedere nel contatto visivo per non rischiare di mettere in difficoltà l’interlocutore.
C. Orientare il corpo verso l’interlocutore
Inclinare il busto verso l’altro, prestare una postura aperta e disponibile evitando di incrociare gambe e braccia, sono tutti accorgimenti che predispongono l’altra persona ad intrattenere una comunicazione positiva in quanto viene esperito interesse da parte nostra.
D. Attenzione al contagio emotivo
Le emozioni tendono a manifestarsi attraverso il corpo. Se sono positive non risultano problemi, ma qualora ansie e paure prendessero il sopravvento, potrebbero rivelarsi attraverso il linguaggio del corpo. Attraverso il contagio emotivo, all’interlocutore potrebbero trasmettersi sensazioni negative che poi assocerà alla nostra persona.
E. come Empatia
“Empatia: Vedere con gli occhi di un altro, ascoltare con le orecchie di un altro, e sentire con il cuore di un altro”. -Alfred Adler
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